Visualizzazione post con etichetta psicologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta psicologia. Mostra tutti i post

venerdì 3 settembre 2010

Disturbo da attacchi di panico

  • Senso di soffocamento
  • Difficoltà respiratorie
  • Tremori
  • Tachicardia
  • Sudorazione
  • Vertigini
  • Groppo alla gola
Sono alcuni dei sintomi più frequenti di un attacco di panico, inoltre se la persona è tendenzialmente ansiosa o non è al suo primo episodio, frequentemente ha anche disturbi all'apparato gastro-intestinale fra cui è molto frequente il colon irritabile.
Ai sintomi fisici si aggiungono percezioni psicologiche terrorizzanti fra cui è comune una percezione come di morte imminente o di follia.

Questo quanto riportato dal DSM IV.

"Gli attacchi di panico durano generalmente solo pochi minuti ma causano al paziente una considerevole angoscia. Oltre ad allarmanti sintomi fisiologici, come soffocamento, vertigini, sudorazione, tremore e tachicardia, i pazienti con disturbo da attacchi di panico spesso avvertono una sensazione di morte imminente. La maggior parte dei pazienti con attacchi di panico soffre anche di agorafobia (la paura di essere intrappolato in un luogo o in una situazione dai quali la fuga può essere difficile o tremendamente imbarazzante). Siccome gli attacchi di panico sono ricorrenti, i pazienti spesso sviluppano una forma secondaria di ansia anticipatoria preoccupandosi perennemente di dove e quando avverrà l'attacco successivo. I pazienti con disturbo da attacchi di panico e agorafobia spesso riducono i propri viaggi per cercare di controllare la temuta situazione di avere un attacco di panico in un luogo dal quale non se ne possono andare facilmente".

Personalmente il quadro clinico mi calza alla perfezione.
E' importante aggiungere alcune considerazioni. Molto spesso un attacco di panico si presenta dopo aver vissuto un periodo di forte stress o anche solo una situazione particolarmente stressante. Questo ha portato alcuni studiosi a ritenere che, alla base dell'attacco di panico, vi sia una vulnerabilità biologica, forse di carattere ereditario che, in seguito a un evento ambientale stressante, porterebbe a sviluppare il disturbo. Detto in altri termini pare che gli attacchi di panico colpiscano chi ha una predisposizione genetica ma solo se nel corso della vita di queste persone si presenta un fattore scatenante che, spesso, ha la forma di uno stress. Ad esempio non sono poche le persone che incorrono nel loro primo attacco prima o dopo l'esame di maturità o anche in corrispondenza di un cambiamento positivo della loro vita.

Di cosa parliamo quando parliamo di ansia

L'ansia è una componente fisiologica fondamentale che si è evoluta per difenderci dai pericoli insiti nell'ambiente. E' normale avere paura di fronte a un pericolo reale. In questo caso i nostri muscoli si tendono, il cuore batte più forte per garantire un maggiore apporto di ossigeno, siamo pronti insomma alla reazione di attacco o fuga. Questo è un meccanismo evolutivo che si è sviluppato per garantire la nostra stessa sopravvivenza. E' ansia fisiologica e non ha ripercussioni sul normale svolgimento della nostra vita, anzi ci protegge, consente di riconoscere i pericoli ed è una tutela per noi. Se non avessimo la capacità di riconoscere un pericolo e di attivare il nostro organismo per affrontarlo metteremo continuamente a repentaglio la nostra incolumità.
Ma quando l'ansia diventa patologica? Quando i meccanismi di tensione e allerta scattano in assenza di un pericolo reale e, spesso, diventano invalidanti perché non consentono una vita relazionale e personale soddisfacente.
Pur considerandone i limiti e giudicandolo spesso imperfetto, citerò frequentemente, come fonte di informazione,  il DSM IV (l'acronimo sta per "Manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali") che è, ad oggi, uno dei maggiori, se non il principale, strumento diagnostico utilizzato dagli psicologi e dagli psichiatri di tutto il mondo.

Nel DSM IV sono state costruite tre diverse categorie diagnostiche legate all'ansia: disturbi d'ansia, disturbi somatoformi e disturbi dissociativi. "La prima di tali categorie, i disturbi d'ansia, è stata a sua volta suddivisa in disturbo da attacchi di panico, fobie, disturbo ossessivo compulsivo, disturbo post traumatico da stress e disturbo d'ansia generalizzato."

***

"Una crescente mole di evidenze empiriche collega lo sviluppo di alcune forme di ansia a meccanismi biologici. Una infusione di lattato indurrà attacchi di panico in pazienti che soffrono di questo disturbo. Le percentuali di concordanza per certi disturbi d'ansia sono più elevate nei genelli monozigoti che in quelli dizigoti. Alcune ricerche suggeriscono che l'attacco di panico acuto nasce nel tronco cerebrale e riflette un'iperattività spontanea di nuclei noradrenergici, in associazione con una diminuita soglia di eccitazione dei chemiorecettori respiratori midollari. Altre alterazioni del funzionamento biologico sono state messe in relazione con specifici disturbi d'ansia".

***

"Ricerche genetiche (Lesch et al., 1996) hanno dimostrato che gli individui con una versione più corta del gene coinvolto nel trasporto della serotonina possono avere una maggiore ansia, associata a un temperamento nevrotico, rispetto a quelli che hanno una versione più lunga del gene. Il gene più corto codifica per una proteina che è meno efficace nel trasportare la serotonina. Quasi il 70% degli individui ha una versione più corta e meno efficiente del gene, che si traduce in una maggiore ansia. Un'interpretazione di questo dato è che questa distribuzione possa essere in effetti il riflesso di una selezione naturale, nel senso che gli individui tendenzialmente più ansiosi potrebbero essere meglio equipaggiati per sopravvivere rispetto a coloro che sono meno preoccupati o apprensivi".